Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Che cosa è l’ansia
08.04.2008
L’ansia è un’emozione spiacevole a carattere naturale ed universale che rappresenta l’attivazione di un segnale di allarme psicosomatico, in rapporto alla percezione di imminente pericolo interno o esterno.

L’ansia è un’emozione spiacevole a carattere naturale ed universale: infatti essa rappresenta l’attivazione di un segnale di allarme psicosomatico in rapporto alla percezione di imminente pericolo interno o esterno; essa può essere pertanto definita una “emozione di difesa”.

Mentre la paura è una risposta primordiale ad esperienze reali ed attuali in cui è riconoscibile un adeguato oggetto-stimolo (ad es. trovarsi dinanzi un uomo con la pistola puntata) l’ansia si riferisce invece a situazioni di tipo potenziale, proiettate in un futuro seppur prossimo, dove il pericolo non è sempre ben definito (ad es. la sensazione continua che possa capitare qualcosa di male al momento di partire per un viaggio).

A differenza della paura, quindi, l’ansia può essere innescata anche dalla sola rappresentazione mentale ovvero dalle semplici avvisaglie sensibili di una situazione temuta che non necessariamente si realizzerà.

Dal momento che l’ansia assolve ad una funzione fisiologica, essa permette entro un certo limite il miglioramento di prestazioni finalizzate ad affrontare le situazioni ambientali percepite come fonte di pericolo, ma nello stato ansioso eccessivamente intenso o protratto le stesse prestazioni declinano (ad es. un giusto livello di attivazione ansiosa aiuta nella preparazione di un esame o di una gara, ma l’eccesso di ansia può tradursi in blocco psicologico e/o errori grossolani). 

Pertanto l’ansia diviene francamentepatologica quando la sua origine non può essere compresa in base ad esperienze reali, o comunque essa risulta inappropriata allo stimolo che la provoca, quando disturba i pensieri dell’individuo con la propria intensità o durata,compromettendo le prestazioni e provocando rilevante sofferenza soggettiva (timore marcato o altre sensazioni penose).

L’interpretazione scientifica dei fenomeni ansiosi può avvenire secondomodelli primitivamente biologici o psicologici, ma in pratica è necessario adottare una visione unitaria e centrata sullo specifico caso clinico: abitualmente si considera l’interazione fra una predisposizione genetica e l’esposizione ad esperienze ambientali, sia precoci che recenti.

Le persone che soffrono di ansia tendono a formarsi un punto di vista soggettivo sull’origine dei propri sintomi in conseguenza dei meccanismi di condizionamento che scaturiscono dalle sensazioni spiacevoli (“in questa situazione avverto ansia = questa situazione è la causa dell’ansia”).


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