Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
La malattia, i sintomi, la diagnosi
06.12.2006
Una panoramica sulle leucemie secondarie: cosa sono, quando si manifestano, come riconoscerle.

Le leucemie secondarie si differenziano dalle leucemie “de novo” rispetto al modo in cui si manifestano.

Le leucemie “de novo” solitamente insorgono all’improvviso, senza alcuna motivazione: si va a fare un esame del sangue per un controllo, perché per esempio si accusa stanchezza o si ha febbre, o qualche perdita di sangue dal naso o dalle gengive. Dalla la risposta dell’emocromo si può formulare una diagnosi di leucemia acuta.

Una leucemia secondaria, invece, è unevento possibile a seguito di un trattamento di un'altra neoplasia, quale il tumore della mammella o un linfoma. Nei controlli periodici, che si effettuano per 5-10 anni dopo una terapia oncologica, alcuni valori del sangue possono risultare alterati, segnalando l'eventuale insorgenza di questa patologia.

La causa scatenante delle leucemie secondarie sono proprio i farmaci necessari per la cura del primo tumore, che in alcuni casi possono avere un’azione pro-leucemogena: questi farmaci, essenziali per debellare il tumore primitivo, possono danneggiare anche l’organismo a livello del midollo osseo, alterando lo sviluppo delle cellule del sangue che si formano in questo tessuto.

Dopo quanto tempo si può manifestare una leucemia secondaria? I tempi medi di latenza tra quando il farmaco viene somministrato e quando può svilupparsi la patologia dipendono dal tipo di farmaco pro-leucemogeno: in media si parla di 5-7 anni nel caso dei farmaci alchilanti e di 2-3 anni nel caso dei farmaci che inibiscono l'enzima topoisomerasi-2. È una delle ragioni per cui agli ex-pazienti oncologici sono raccomandati una serie di controlli periodici per almeno 5 anni; dopo questo periodo diminuisce sensibilmente la probabilità di sviluppare complicazioni.

sintomi che caratterizzano le leucemie secondarie non si discostano da quelli tipici delle leucemie “de novo”: anemia, debolezza, affaticamento, stanchezza sono i segnali di allarme più diffusi. Poiché, il danno di questo tipo di patologie è anche a carico delle piastrine e dei globuli bianchi, le difese dell'organismo contro le emorragie e le infezioni diminuiscono.

È sufficiente fare un esame del sangue di routine per un'iniziale diagnosi di leucemia; con un emocromo è possibile avere alcune indicazioni di base, eventualmente da approfondire attraverso esami di secondo livello, quali un aspirato midollare.

La cura dipende dalle condizioni del paziente e dallo stato di regressione del tumore iniziale. Generalmente, le possibilità di terapia di una leucemia secondaria sono analoghe a quelle di una leucemia “de novo”. Sono interessanti i possibili sviluppi delle procedure trapiantologiche per le quali, tuttavia, non si è ancora a uno stadio soddisfacente.


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