Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Cisti Epatiche
20.11.2008
Le cisti non parassitarie del fegato possono essere classificate in cisti biliari semplici, malattia policistica e cistoadenoma biliare.

Le cisti non parassitarie del fegato possono essere classificate in:

  1. cisti biliari semplici;
  2. malattia policistica;
  3. cistoadenoma biliare.

 

La caratteristica comune ai tre tipi di cisti è che non comunicano con le vie biliari.
Le prime due forme non presentano in genere complicanze e hanno scarse indicazioni chirurgiche; il cistoadenoma (lesione estremamente rara) è al contrario a rischio di cancerizzazione e quindi deve essere operato.

 

 

 

 

1. CISTI BILIARI SEMPLICI

 

GENERALITA'
La frequenza è vicina al 5% degli esami ecografici del fegato. In almeno la metà dei casi sono multiple e sono associate, a cisti renali in un caso su quattro.
Il volume varia da pochi millimetri a oltre 10-20 centimetri. Caratteristica importante è che non comunicano mai con le vie biliari.
La frequenza è maggiore nelle donne con un rapporto di 2 a 1. Le cisti più grandi si osservano prevalentemente oltre i cinquanta anni.

SINTOMATOLOGIA

Nella gran parte dei casi sono asintomatiche e la loro scoperta è del tutto fortuita. Le cisti molto grandi possono provocare disturbi di tipo meccanico ed essere apprezzabili dallo stesso paziente con la palpazione dell’addome.
Gli esami di funzionalità epatica sono normali, salvo che non esista un’altra patologia associata.

COMPLICANZE

In genere le cisti semplici sono ben tollerate. Le complicanze sono rare anche nelle cisti molto voluminose e sono rappresentate da disturbi di compressione sugli organi vicini.
Altre complicanze possono essere: l’infezione e l’emorragia intracistica, che si manifestano con dolore improvviso, con aumento di volume della cisti e a volte con febbre.

DIAGNOSI

L’ecografia è l’esame principale poiché l’aspetto della cisti è molto caratteristico. Il loro volume è molto variabile: l’ecografia può oggi mettere in evidenza lesioni di pochi millimetri di diametro. La diagnosi differenziale con le cisti idatidee è facile poiché quest’ultime hanno caratteristiche molto ben definite.

TERAPIA

In quasi tutti i casi indipendentemente dal volume della cisti non c’è indicazione ad alcun trattamento.
Una terapia può essere discussa nelle cisti complicate da infezione o emorragia o nelle cisti molto grandi, responsabili di disturbi da compressione.

In tutti i casi conviene comunque analizzare attentamente la sintomatologia riferita dal paziente perché spesso alla cisti, casualmente scoperta con l’ecografia, vengono addebitati disturbi funzionali che nulla hanno a che fare con la cisti stessa.

Accanto alla chirurgia tradizionale sono state usate tecniche non operatorie ma oggi la soluzione raccomandata è quella di intervenire per via laparoscopica.

Il trattamento laparoscopico di fenestrazione delle cisti appare oggi il migliore perché il meno invasivo.
Bisogna però avvertire il paziente che come per qualsiasi intervento chirurgico, le aderenze post-operatorie tendono a richiudere parzialmente la cavità cistica residua.

Questo spiega come, ad una ecografia di controllo dopo l’intervento, si possa avere l’impressione di una recidiva della cisti. In effetti non è una nuova cisti quella che si vede in ecografia ma è l’immagine della cavità residua nella quale ristagna una quantità di liquido sicuramente minore di quello che era presente nella cisti integra e sotto tensione.

La chirurgia quindi non asporta l’intera cisti, si limita ad aprirla ampiamente e a detenderla, allo scopo di risolvere il dolore da tensione che essa provocava. Se residua una piccola raccolta liquida ecografica ma è scomparso il dolore, l’obiettivo dell’intervento è stato raggiunto.

2. MALATTIA POLICISTICA

GERERALITA'

La malattia policistica è caratterizzata dallo sviluppo di cisti multiple che hanno aspetto macroscopico, istologico ed ecografico identico a quello delle cisti semplici. Sul piano nosografico, si tratta tuttavia di due entità separate.
Le cisti semplici non sono ereditarie, non sono associate a cisti renali e sono più frequenti nella donna che nell’uomo. La malattia policistica è invece trasmissibile ereditariamente come carattere autosomico dominante, è associata a malattia policistica dei reni e colpisce in egual misura sia gli uomini che le donne.

Lo sviluppo di cisti epatiche nella malattia policistica è successivo a quello  delle cisti renali. Nei soggetti con meno di 20 anni affetti da malattia policistica renale la prevalenza di cisti epatiche è nulla; diventa del 30% nei soggetti tra 30 e 40 anni e dell’80% nei soggetti con più di 60 anni.

DIAGNOSI

Poiché le cisti sono numerosissime e di volume estremamente variabile (da pochi millimetri ad oltre 20 centimetri) è molto frequente la presenza di una epatomegalia.
L’aspetto ecografico è lo stesso di quello delle cisti semplici.

L’ecografia mette subito in evidenza la frequente associazione con la policistosi renale che, indipendentemente dall’età del paziente, è presente nel 50% dei casi.

TERAPIA

Quando la malattia policistica epatica è asintomatica, non c’è alcuna indicazione ad una terapia ed è sufficiente sottoporre i pazienti a dei controlli nel tempo.
L’epatomegalia raggiunge un volume tale da provocare disturbi di compressione sugli organi vicini al punto da ostacolare il malato nelle sue attività quotidiane.
Anche in questi casi è particolarmente utile la chirurgia laparoscopica che non compromette la solidità della parete addominale.

3. CISTOADENOMA DEL FEGATO

GENERALITA'

E’ una lesione che si osserva molto raramente: la sua prevalenza è da 100 a 1000 volte inferiore a quella delle cisti semplici. Nove volte su dieci colpisce il sesso femminile.

DIAGNOSI

Il sospetto diagnostico di cistoadenoma portava spesso in passato ad  operare lesioni che si rivelavano poi essere delle cisti semplici del fegato. Bisogna ricordare che il cistoadenoma è molto raro e che in rapporto alle cisti semplici è veramente eccezionale.
Si tratta di lesioni molto voluminose spesso sintomatiche per la compressione che esercitano in addome con tendenza ad aumentare di volume seppure lentamente.

La diagnosi è basata sulle caratteristiche rilevabili alla ecografia e allatomografia computerizzata (TAC).

Le complicanze del cistoadenoma sono quelle delle cisti semplici (infezione, emorragia), ma la più temibile è rappresentata dalla trasformazione in cistoadenocarcinoma.

 

TERAPIA

La diagnosi di cistoadenoma rappresenta una indicazione assoluta alla chirurgia.
Il trattamento consiste nella asportyazione completa della cisti.


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