Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Il trattamento del cancro del colorettale
22.11.2007
Nei tumori del colon l’approccio terapeutico primario è rappresentato dall’exeresi endoscopica o chirurgica della neoplasi; nel cancro del retto, per le forme iniziali di cancro del retto a sede medio-bassa è possibile l’asportazione transanale.

Nei tumori del colon l’approccio terapeutico primario è rappresentato dall’exeresi endoscopica ochirurgica della neoplasia, che, in eventuale associazione con la chemioterapia (nei pazienti con metastasi  linfonodali), garantisce la guarigione in circa l’80% dei casi.  

Nel cancro del retto, per le forme iniziali di cancro del retto a sede medio-bassa è possibile l’asportazione transanale. Nelle forme più avanzate è necessario il ricorso alla chirurgia tradizionale con conservazione o meno a seconda della sede.

L’asportazione del mesoretto consente una maggiore radicalità oncologica e preserva le fibre nervose della pelvi con conservazione della funzionalità vescicale  e sessuale.

L’aggiunta di terapie preoperatorie quali la radioterapia da sola o in combinazione con la chemioterapia “radiosensibilizzante” determina una riduzione volumetrica del tumore nella metà dei casi, fino alla completa scomparsa in circa il 15-20%. Cio’ determina: diminuzione delle recidive locali (3-5%), aumento della sopravvivenza a distanza (75-80%) e migliori risultati funzionali (mantenimento dell’apparato sfinterico in un’alta percentuale anche per le forme basse).

La radioterapia intraoperatoria (IORT) può contribuire a “sterilizzare” il campo operatorio dalle cellule tumorali proprio nelle sedi a maggior rischio di recidiva.

Se l’esame istologico del pezzo operatorio documenta metastasi linfonodali o neoplasie infiltranti la parete a tutto spessore, è necessaria la chemioterapia post-operatoria associata o meno a radioterapia, a seconda che sia stata eseguita o meno prima dell’intervento.

Le tecniche di biologia molecolare, ed in particolare l’indagine genetica, consentiranno in un breve futuro di personalizzare i trattamenti radio e chemioterapici sul singolo paziente.


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