Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Le cure
19.02.2010
Per i fibromi che danno sintomi, esistono tre possibilità di cura: la terapia farmacologica, la terapia chirurgica e l’embolizzazione.

I fibromi spesso sono asintomatici, cioè non provocano disturbi. In questi casi non è necessaria alcuna cura ed è sufficiente effettuare periodicamente (ogni 6-12 mesi) una visita ginecologica per controllare la loro crescita nel tempo.

Per i fibromi che danno sintomi (fibromi sintomatici) esistono tre possibilità di cura: la terapia farmacologica, la terapia chirurgica e l’embolizzazione.

 

TERAPIA FARMACOLOGICA

Possono essere utilizzati sia farmaci non ormonali (antiemorragici) che vari tipi di ormoni.

I farmaci possono essere efficaci sui disturbi mestruali ma non sono in grado di bloccare la crescita dei fibromi e, nella maggior parte dei casi, hanno un’efficacia transitoria (una volta terminata la cura, i sintomi ricompaiono). Inoltre, alcuni farmaci hanno effetti collaterali che ne impediscono l’uso prolungato.

La terapia farmacologica viene quindi usata in casi particolari, per esempio in donne con menopausa imminente che non desiderano sottoporsi ad un intervento chirurgico o per curare un’eventuale anemiaprovocata dai fibromi in attesa di un intervento chirurgico.

 

 

TERAPIA CHIRURGICA
A seconda della grandezza, del numero e della posizione dei fibromi nell’utero possono essere utilizzate diverse tecniche chirurgiche:

  • la tecnica laparoscopica: il medico opera facendo penetrare nella cavità addominale gli strumenti ottici e chirurgici attraverso tre piccole incisioni, una sotto l’ombelico e due nella parte bassa dell’addome.
  • la tecnica laparotomica: il medico opera “ad addome aperto” attraverso un’incisione della parete addominale.
  • le tecniche vaginale ed isteroscopica: il medico opera introducendo gli strumenti chirurgici attraverso la vagina.


Tutte queste tecniche chirurgiche possono avere effetti collaterali ed hanno un rischio, seppure basso, di complicazioni (lesioni vascolari e viscerali per la laparoscopia, emorragie, lesioni viscerali e trombo-embolie per la laparotomia, lesioni dell’apparato urinario ed emorragie per la tecnica vaginale, perforazione dell’utero per l’isteroscopia).

Inoltre, qualsiasi sia la tecnica utilizzata, l’intervento chirurgico richiedel’anestesia generale.

 

La chirurgia permette sia il trattamento conservativo (miomectomia) che il trattamento radicale (isterectomia) dei fibromi:

  1. la miomectomia consiste nell’asportazione di ogni singolo fibroma. A seconda della posizione dei fibromi può  essere effettuata in laparoscopia (fibromi sottosierosi), in isteroscopia (fibromi sottomucosi) o in laparotomia (fibromi intramurali).
    Rchiede un ricovero in ospedale di 3-5 giorni ed unaconvalescenza di 1-6 settimane. La miomectomia mantiene i cicli mestruali e la possibilità di gravidanza ma non è una cura definitiva: in circa il 50% dei casi i fibromi ricompaiono entro 5 anni dall’intervento. Quando effettuata in laparoscopia o in laparotomia lascia cicatrici nella parete uterina che possono rendere necessario il taglio cesareo in occasione di una successiva gravidanza. Inoltre, la miomectomia può provocare la formazione di aderenze (esterne o interne all’utero) che possono ostacolare l’inizio di una gravidanza.
  2. l’isterectomia consiste nell’asportazione di tutto l’utero. Può essere effettuata in laparoscopia o per via vaginale o in laparotomia a seconda delle dimensioni dell’utero. Richiede un ricovero in ospedale di 3-5 giorni ed una convalescenza di 3-6 settimane. L’isterectomia è l’unica cura che garantisce la definitiva scomparsa dei disturbi provocati dai fibomi ma è un intervento che può avere ripercussioni psicologiche e sessuali non trascurabili.


 

EMBOLIZZAZIONE
L’embolizzazione è un nuova cura per i fibromi che permette di evitare l’intervento chirurgico.

E’ una tecnica radiologica che priva i fibromi dell’apporto di sangue da cui traggono nutrimento per crescere, provocando unaprogressiva involuzione dei fibromi stessi ed un rapido miglioramento dei sintomi.

 

Questo tipo di trattamento offre molti vantaggi rispetto alla terapia chirurgia tradizionale:

  • è meno invasivo,
  • permette di conservare l’utero,
  • viene effettuato in anestesia locale,
  • consente il trattamento simultaneo di tutti fibromi presenti nell’utero,
  • non provoca sanguinamento,
  • non lascia cicatrici,
  • richiede solo 2 giorni di ricovero in ospedale e 5-10 giorni di convalescenza.
 

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