Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Viaggiare sicuri all’estero: vaccinarsi e rispettare regole essenziali di igiene
03.08.2012
I consigli del prof. Roberto Cauda, direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie infettive dell’Università Cattolica di Roma di cui segue un articolato contributo per viaggiare all’estero in sicurezza.

Cercare tutte le informazioni possibili relative alla destinazione prescelta per le proprie vacanze attraverso la consultazione di siti nazionali come il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità e di siti internazionali come CDC di Atlanta e OMS su norme comportamentali, eventuali procedure di profilassi e/o vaccinazioni prima della partenza e una volta rientrati a casa. 

Fare una programmazione sanitaria last-minute consultando il proprio medico di famiglia o recandosi in ambulatori specializzati nella “travel medicine”. 
Osservare  regole generali di igiene per ridurre i rischi come fare attenzione agli alimenti - da consumare sempre ben cotti, lavati e sbucciati -,  alle bevande e all’acqua da bere in bottiglie sigillate, al lavaggio frequente delle mani, alla protezione dagli insetti e dai parassiti mediante l’uso di repellenti e zanzariere intorno ai letti. 
Non dimenticare di vaccinarsi prima di partire! I viaggi nelle aree esotiche prevedono che i turisti si sottopongano alla profilassi antimalarica; in alcuni Paesi è richiesta la vaccinazione contro il virus delle febbre gialla; per chi si reca nell’Africa sub-sahariana è opportuno effettuare la vaccinazione anti-meningococcica; mentre chi sceglie per le proprie vacanze alcune aree dell’Asia, le zone boschive dell’Europa centrale, il bacino del Danubio e Paesi balcanici è opportuna che faccia la vaccinazione anti-encefalite.
Se ci si reca in aree con scarse condizioni igienico sanitarie è comunque importante sottoporsi anche alle vaccinazioni antitifica, anticolerica e antiepatite A, perché in questo modo si migliora ulteriormente il livello di protezione. E attenzione a interpretare con attenzione strani segni di malessere quando si torna a casa.

Questi in sintesi i consigli del prof. Roberto Cauda, direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie infettive dell’Università Cattolica di Roma di cui segue un articolato contributo per viaggiare  all’estero in sicurezza.

“Partire usando il cervello”. Questo potrebbe essere il motto di chi si accinge questa estate a effettuare un viaggio in un’area esotica. La prima regola alla vigilia di intraprendere un viaggio per mete lontane è quella di essere consapevoli che bisogna considerare come elemento non accessorio della vacanza stessa la tutela della propria salute e che per farlo bisogna essere informati correttamente riguardo all’ambiente e alla destinazione. In un mondo globalizzato le informazioni corrono veloci ed è relativamente semplice acquisire tutte le notizie che consentono di tutelare al meglio la salute da possibili agenti infettivi specie se la destinazione è un’area dalle precarie condizioni igienico-sanitarie.

Sono infatti facilmente accessibili nel web sia siti nazionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità) che internazionali (CDC e OMS) che forniscono esaurienti spiegazioni, paese per paese, delle norme comportamentali e delle procedure che si debbono attuare specie al riguardo di profilassi e/o vaccinazioni prima della partenza, durante il soggiorno, e una volta tornati a casa, per minimizzare i rischi e per far sì che il periodo di vacanza risulti privo di preoccupazioni sanitarie. 

L’ideale sarebbe di programmare il viaggio in anticipo rivolgendosi sia al proprio medico che ad ambulatori specializzati nella cosiddetta travel medicine che sono in grado di fornire il necessario supporto sanitario. Oggi esistono offerte di voli last-minute che in un momento di crisi economica qual è quello attuale sono sempre più utilizzati dal grande pubblico: anche in questo caso una programmazione last-minute può essere ancora possibile, a patto che si consultino quelle strutture sovra-indicate che potranno fornire utili indicazioni per la protezione della salute. 
La scrupolosa osservanza  di alcune regole generali, indipendentemente  dalla meta del viaggio, riduce di molto il rischio: essere attenti agli alimenti (che devono essere, a seconda dei casi,  sempre ben cotti, lavati e sbucciati),  alle bevande e all’acqua (sempre da bottiglie sigillate), al lavaggio frequente delle mani, alla protezione dagli insetti e dai parassiti mediante l’uso di repellenti e zanzariere ai letti. 
Poiché molte delle aree esotiche mete delle vacanze presentano il rischio malaria, bisogna effettuare, qualora indicato, con puntualità e correttezza la profilassi antimalarica, assumendo farmaci secondo le modalità specifiche per ciascuno di essi, prestando particolare attenzione alle modalità e ai tempi di somministrazione.

Per quanto attiene le vaccinazioni, queste rappresentano un’efficace metodo di prevenzione di molte delle malattie che si possono contrarre durante una vacanza, anche se ovviamente variano a seconda della destinazione.
In primo luogo è bene ricordare che in Italia sono obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite, il tetano, la poliomielite e da anni più recenti l’epatite B e per questo motivo è importante ricostruire la propria storia vaccinale e sapere se si è in regola con le vaccinazioni, avendo effettuato gli eventuali richiami. 
Ci sono poi alcuni paesi del mondo che richiedono una specifica vaccinazione contro il virus della febbre gialla, il cui certificato di avvenuta vaccinazione viene richiesto al momento dell’arrivo a destinazione. Poiché in molti paesi esistono situazioni igienico-sanitarie spesso non ottimali che rappresentano un reale rischio per i viaggiatori, bisogna considerare molto importante la prevenzione delle malattie a trasmissione oro-fecale. In questi casi già l’attenta osservanza delle norme igieniche prima elencate (lavarsi le mani, prestare attenzione a ciò che si mangia e si beve) riduce di molto il rischio; è comunque importante sottoporsi anche alle vaccinazioni antitifica, anticolerica ed antiepatite A, perché in questo modo si migliora ulteriormente il livello di protezione.

Nella Africa sub-sahariana è opportuno effettuare, inoltre, la vaccinazione anti-meningococcica ed in alcune aree dell’Asia la vaccinazione anti-encefalite; la vaccinazione contro l’encefalite da zecche è consigliabile per tutti coloro che si rechino per vacanza (tracking, campeggi) in aree boschive dell’Europa centrale, bacino del Danubio, paesi balcanici (questo a riprova che anche l’Europa non è priva di rischi per la salute). Il discorso sulle vaccinazioni non si può esaurire senza ricordare che è necessario effettuare una attenta valutazione medica del soggetto che si vaccina in modo da minimizzare gli eventi avversi e le reazioni allergiche che purtroppo in alcuni si possono verificare. 
Infine, chi si reca per vacanza in aree esotiche deve sapere che una volta tornato a casa, per un certo periodo può essere a rischio di sviluppare malattie non usuali nei paesi occidentali e per questo rendere edotto il suo medico  di questo soggiorno.
La cognizione del rischio infettivo per chi si reca in aree del mondo diverse dalla nostra, ove sono endemiche particolari malattie, non deve ovviamente scoraggiare dal viaggio in tali aree ma al contrario deve indurre ad una attenta e puntuale programmazione della vacanza e alla messa in atto di tutte quelle procedure sanitarie e vaccinali che concorrono a rendere la vacanza una “vacanza da non dover dimenticare”.

 

 

 

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