Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Il trattamento dei tumori polmonari “precoci”
19.06.2007
I tumori cosiddetti “precoci”, agli stadi iniziali del loro sviluppo, sono classificati come timori allo stadio I o stadio II. Tradizionalmente, si tratta degli stadi che da sempre si sono avvalsi del trattamento chirurgico di prima mano.

I tumori cosiddetti “precoci”, agli stadi iniziali del loro sviluppo,  sono classificati come timori allostadio I o stadio II. Tradizionalmente, si tratta degli stadi che da sempre si sono avvalsi del trattamento chirurgico di prima mano.
A proposito del tipo di intervento, va comunque ribadito che, per essere considerato radicale, una resezione deve sempre comprendere l’intera unità anatomica in cui è contenuto il focolaio neoplastico e  tutti i linfonodi ilari e mediastinici. Anche quando la neoplasia è piccola, è necessario asportare dunque non meno di un lobo polmonare.

 

Diverso è il discorso della linfadenectomia, l’asportazione dei linfonodi: ben validato è il suo ruolo prognostico, poiché consente di stabilire con certezza lo status linfonodale e, quindi, garantisce una corretta valutazione del fattore N. Alcuni studi hanno evidenziato che la linfadenectomia non incide sulla sopravvivenza, ma consente di individuare quei pazienti che possono e devono giovarsi di trattamenti postoperatori di supporto.

 

Le terapie adiuvanti negli stadi precoci

 

L’intervento, pur rappresentando il  miglior approccio terapeutico, non garantisce risultati pienamente soddisfacenti poiché il tumore può non essere totalmente eliminato. Nasce da qui l’impulso al trattamento adiuvante, nel tentativo di aumentare le percentuali di guarigione dopo resezione chirurgica e di arrivare lì dove le mani del chirurgo non possono arrivare. I principali trattamenti aduivanti sono:

 

1. La Radioterapia
Alla luce di recenti acquisizioni scientifiche, il Gruppo multidisciplinare dell’Università Cattolica ha promosso uno studio prospettico randomizzato appena concluso che ha dimostrato come la radioterapia postoperatoria negli stadi iniziali eserciti un controllo locale significativo e si associ ad un trend fortemente positivo sulla sopravvivenza a 5 anni.

 

2. la Chemioterapia
L’obiettivo della chemioterapia è l’eliminare le possibili cellule neoplastiche circolanti e le metastasi sub-cliniche, rimaste ancora in circolo dopo l’intervento chirurgico, e migliorare la prognosi. Tuttavia, il dibattito scientifico su quale siano i ruoli “standardizzati” di questo trattamento adiuvante è ancora articolato, soprattutto per quanto riguarda i primi stadi. La fine della fase di sperimentazione dirà se i farmaci di ultima generazione, rivelatisi efficaci nel trattamento di forme avanzate, possano trovare spazio anche nel trattamento dei tumori polmonari ai primi stadi.


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