Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Terapia
22.04.2009
L'espulsione dei calcoli nella maggior parte dei casi avviene spontaneamente. Alcuni calcoli possono essere trattati vantaggiosamente con terapia medica.

Diagnosticato un calcolo, l'obiettivo terapeutico primario consiste nella sua eliminazione.

Fortunatamente, l'espulsione nella maggior parte dei casi avviene spontaneamente ed allora l'unico trattamento può essere quello di somministrare antidolorifici o farmaci che si ritiene possano facilitare la progressione del calcolo, quali calcio-antagonisti o tamsulosina.

Esistono alcune variabili che possono rendere più o meno probabile una soluzione del genere: precedenti eliminazioni spontanee, l'ipertrofia prostatica, la gravidanza e, soprattutto, le dimensioni e la sede.

Calcoli fino a 5mm di diametro hanno una probabilità media di essere eliminati spontaneamente molto elevata, ma è evidente che più alta è la sede dove il calcolo è stato localizzato, minori sono le possibilità di una risoluzione spontanea.

Alcuni calcoli possono essere trattati vantaggiosamente con terapia medica.

E' il caso dei calcoli di acido urico nei quali, in assenza di motivazioni di urgenza, è possibile ottenere ottimi risultati, fino alla dissoluzione completa.

In altri casi, è necessaria una terapia attivatendente alla rimozione del calcolo.

Questo si verifica in genere quando questo:

  • non viene eliminato spontaneamente dopo un ragionevole periodo di tempo
  • causa dolore costante
  • è troppo grande o è in una posizione dalla quale difficilmente si muoverà
  • ostruisce il flusso urinario
  • causa infezione persistente o recidivante
  • causa sanguinamento costante
  • tende ad aumentare di dimensioni, come dimostrato da accertamenti ripetuti.

 

Mentre fino ad alcuni anni fa l'unica soluzione possibile consisteva nell'intervento chirurgico tradizionale, a cielo aperto, oggi le opzioni sono multiple e meno invasive, tali da rendere spesso non necessario neanche il ricovero.

LITOTRISSIA EXTRACORPOREAL AD ONDE D'URTO (SWL)

È la procedura più frequentemente utilizzata per il trattamento della calcolosi renale e spesso trova indicazione anche per la calcolosi ureterale.

Esistono diversi tipi di apparecchiature per SWL, che utilizzano ultrasuoni o raggi-x per localizzare il calcolo.

Tutte generano onde d'urto che attraversano la cute ed i tessuti fino a raggiungere il calcolo, che viene frantumato in minuti frammenti che vengono poi eliminate spontaneamente.

La procedura è in genere attuata senza anestesia, anche su base ambulatoriale.

URETEROSCOPIA (URS)

Sebbene, come detto, alcuni calcoli ureterali possano essere trattati con SWL, per altri, sopratutto nell'uretere medio ed inferiore, può essere indicate l'ureteroscopia.

In questa procedura, per la quale non sono necessarie incisioni cutanee, l'operatore introduce un sottile strumento a fibre ottiche in vescica e nell'uretere, fino al calcolo, che viene poi rimosso in toto o frammentato con laser.

Talvolta è utile lasciare per alcuni giorni un tubicino nell'uretere, lo stent, per aiutare il deflusso dell'urina.

Per questo tipo di intervento sono necessari in genere l'anestesia generale ed un breve ricovero.

 

LITOTRISSIA PERCUTANEA (PCNL)

In altre circostanze, quando il calcolo ha dimensioni voluminose, oppure è situato in posizioni dove l'uso della SWL non sarebbe efficace, ed ancora quando la sua consistenza rende inefficace la SWL, è raccomandata una procedura definita litotrissia percutanea, nella quale l'operatore pratica una sottile incisione nel fianco e crea un tunnel fino all'interno del rene.

A questo punto viene introdotto uno strumento chiamato nefoscopio e, localizzato il calcolo, lo si frantuma con ultrasuoni e si estraggono i frammenti.

Al termine della procedura spesso viene lasciato nel rene per alcuni giorni un piccolo tubo, la nefrostomia, per facilitare il drenaggio e la guarigione.

La procedura avviene in anestesia generale ed il paziente rimane ricoverato per alcuni giorni.

 

CHIRURGIA A CIELO APERTO

Infine, spesso per risolvere situazioni di particolare complessità, può ancora oggi essere indicato e vantaggioso ricorrere alla chirurgia tradizionale, a cielo aperto.

Questa indicazione può essere necessaria per affrontare calcoli sia renali che ureterali.

La procedura prevede l'incisione sul fianco, fino a raggiungere gli organi interessati e rimuovere il calcolo.

È necessaria l'anestesia generale ed il paziente rimane ricoverato per alcuni giorni. A conclusione di quanto detto, va ricordato che all'interno del nostro Policlinico le terapie illustrate sono disponibili tutte da tempo.

La notevole esperienza accumulata relativa ad ogni singola opzione garantisce la valutazione globale ed obiettiva del paziente, al quale è in questo modo possibile fornire consigli e proporre trattamenti del tutto “personalizzati”.

 

 

 

Inserire l'e-mailFormato non valido.



© 2016 Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli - Codice Fiscale e P.IVA n. 13109681000
Sede Legale Largo Francesco Vito 1, 00168 Roma - Sede Operativa Largo Agostino Gemelli 8, 00168 Roma
Tutti i diritti riservati/All Rights Reserved

Mappa del Sito | Informativa sulla Privacy | Avvertenze | Condizioni generali di utilizzo e consultazione del sito | Redazione | Webmaster