Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Minerali (macro e micro)
24.10.2007
Il fosforo è, dopo il calcio, il secondo elemento inorganico più abbondante (85%) nel corpo umano. E’depositato nelle ossa insieme al calcio sotto forma di idrossiapatite.

Il fosforo è, dopo il calcio, il secondo elemento inorganico più abbondante (85%) nel corpo umano. E’depositato nelle ossa insieme al calcio sotto forma di idrossiapatite. Le principali fonti di fosforo sono rappresentate dagli alimenti ricchi in proteine, è presente nel grano, legumi, uova, carne, cereali, latte e verdure. Molti studi hanno dimostrato che l’introito di fosfati è molto elevato tra gli adolescenti e le donne. Negli USA è stato stimato un introito compreso tra i 1000 e 1500 mg/die, ben al di sopra dei livelli raccomandati di 700 mg/die, molto probabilmente per la frequente presenza di  additivi nei cibi e per l’elevato consumo di bevande gassate.

Ad un aumento dell’apporto alimentare di fosforo fa seguito un aumento dell’escrezione urinaria. L’efficienza dell’escrezione renale permette di evitare che si instauri un rapporto P/Ca che possa determinare iperparatiroidismo e aumentato riassorbimento osseo. In caso di concomitante basso introito di calcio, l’eccessivo introito di fosforo potrebbe essere dannoso per l’osso. Alcuni autori hanno trovato un più significativo rischio di frattura tra donne che consumano bevande gassate rispetto a donne che non le consumano.
L’effetto benefico del potassio, contenuto in grande quantità nella frutta e nella verdura, concorda  con la teoria che una dieta ricca di sali alcalini protegge l’osso bilanciando i metaboliti acidi prodotti da una dieta ricca di proteine. E’ stato dimostrato che i sali di potassio migliorano il bilancio del calcio e riducono il turnoverosseo.

C’è una relazione diretta tra sodio urinario (che riflette l’introito di sodio) ed escrezione urinaria di calcio. Il riassorbimento di calcio e di sodio dal rene sono associati. Una riduzione nell’assorbimento di sodio condurrà  ad una aumentata escrezione di calcio. Per ogni 2300 mg di sodio escreto con le urine, c’è una perdita di calcio di 24-40 mg.
L’interazione diventa più importante quando l’introito di calcio è ai livelli inferiori (rispetto a quelli raccomandati) e l’introito di sodio è elevato.
L’abituale eccesso di sale riduce la massa ossea e rappresenta un fattore di rischio per fratture .

Un altro macronutriente di importanza non secondaria è il magnesio. Il contenuto corporeo di magnesio nell’organismo adulto è di 20-28 g circa: il 60% è presente nelle ossa. Il magnesio non è parte integrante della struttura dei cristalli di idrossiapatite (come il calcio e il fosforo), ma viene adsorbito sulla superficie dei cristalli. Alcuni studi su animali mostrano che il deficit di magnesio risulta in una riduzione della resistenza della massa ossea. Buone sorgenti di magnesio sono il grano intero, i vegetali, le arachidi e semi. Elevate concentrazioni di magnesio sono contenute nell’acqua “dura” (Tabella 6).

 

 


Anche il fluoro, elemento traccia è presente nell’osso. Alcuni studi hanno dimostrato che il fluoro è un potente stimolatore dell’attività osteoblastica  e che agisce soprattutto a livello dell’osso trabecolare determinando un incremento annuale del 5-10% della massa ossea vertebrale. Il meccanismo d’azione del fluoro non è ben chiaro ma  sembra che determini una sensibilizzazione dei fattori di crescita scheletrici. I livelli di fluoro contenuti nei cibi sono bassi pertanto l’eventuale fluorizzazione delle acque può determinare un introito aggiuntivo.

Il ferro è un importante cofattore di enzimi coinvolti nella sintesi del collagene. L’assorbimento del ferro  può essere inibito da un elevato introito di calcio che interferisce con il suo trasporto a livello della mucosa intestinale. Il calcio carbonato riduce la disponibilità di ferro.

Lo zinco, è presente nell’organismo in una quantità pari a  2 g. Circa il 30% si trova nell’osso. E’ cofattore di enzimi come la fosfatasi alcalina, necessaria per la mineralizzazione ossea e la collagenasi, essenziale per lo sviluppo della struttura collagenasica dell’osso. Bassi livelli sierici di zinco ed eccessiva escrezione urinaria sono correlate all’osteoporosi nell’uomo. Molti costituenti della dieta, per esempio acido fitico,  fibre, un basso introito di proteine e calcio, possono ridurre la disponibilità dello zinco.

Il rame è contenuto nella lisil-ossidasi, enzima che catalizza il cross-linking di lisina ed idrossiprolina nel collagene contribuendo così alla resistenza meccanica delle fibrille di collagene.

 

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