Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
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Ambulatorio Glaucoma


Responsabili/Referenti
Prof. Benedetto Ricci
Telefono
063503666
Ubicazione
Columbus

La cornea è la membrana oculare trasparente che costituisce i 2/6 anteriori del bulbo oculare e contribuisce assieme al cristallino alla focalizzazione delle immagini all’interno dell’occhio sulla retina.

Il trapianto di cornea (cheratoplastica) consta nella sostituzione della cornea malata del paziente ricevente con una cornea anatomicamente e funzionalmente sana, prelevata da donatore cadavere.

La prima cheratoplastica risale all’inizio del Novecento. Si trattava di una cheratoplastica perforante (PKP), cioè il trapianto corneale a tutto spessore. Tuttora, l’intervento di cheratoplastica perforante rappresenta una tecnica chirurgica valida, nonché lo “standard of care” nel trattamento di patologie corneali avanzate che coinvolgono tutta la cornea.

Negli anni novanta, la cheratoplastica lamellare (LK), ovvero il trapianto di alcuni strati corneali, ha progressivamente sostituito la cheratoplastica perforante nel trattamento di malattie interessanti solo alcune porzioni della cornea. La cheratoplastica lamellare anteriore profonda (DALK) si è imposta come principale scelta chirurgica nel trattamento di patologie confinate agli strati più superficiali della cornea (cheratocono; opacità anteriori), grazie ai numerosi vantaggi rispetto alla tecnica classica a tutto spessore, primo fra tutti il diminuito rischio di rigetto del tessuto impiantato.

CHERATOPLASTICA LAMELLARE PROFONDA (DALK)

La cheratoplastica lamellare posteriore o endoteliale (DSAEK), rappresenta l’ultima frontiera della chirurgia del trapianto di cornea. Con questo intervento, è possibile sostituire gli strati più interni della cornea (endotelio e membrana di Descemet), quando interessati da patologie primitive (Distrofie endoteliali) o secondarie a traumi chirurgici o meccanici, risparmiando gli strati anteriori sani.

Il trapianto lamellare posteriore premette un recupero visivo più rapido. Inoltre, non richiede, in genere, suture corneali, necessarie invece nei trapianti perforanti e lamellari anteriori e responsabili di astigmatismi irregolari anche molto elevati.

Ciascuna di queste tecniche è stata ulteriormente perfezionata negli ultimi anni dall’avvento del Laser a Femtosecondi, un laser di ultimissima generazione, che permette di eseguire tagli più precisi e riproducibili rispetto ai classici trapani meccanici, sia sulla cornea del donatore, che su quella del ricevente.

 

INDICAZIONI AL TRAPIANTO DI CORNEA

Il trapianto di cornea può essere eseguito a scopo:

  • Ottico/Rifrattivo: Cheratocono, distrofie e degenerazioni corneali, cicatrici corneali (leucomi)
  • Tettonico: assottigliamento corneale , perforazione o descemetocele
  • Terapeutico: cheratiti o ascessi infettivi resistenti alle terapie mediche;
  • Cosmetico: opacità corneali, ma senza recupero visivo.

 

COMPLICANZE DEI TRAPIANTI:

Il rischio infettivo è presente principalmente nelle prime settimane dopo il trapianto, fino all’avvenuta cicatrizzazione. Il rischio di rigetto esiste sempre ed è maggiore nei trapianti a tutto spessore rispetto a quelli lamellari.

La principale complicanza rifrattiva di tali interventi è l’astigmatismo elevato postoperatorio, tanto elevato da invalidare, in alcuni casi, il risultato post operatorio di cheratoplastiche correttamente eseguite.

La gestione dell’astigmatismo elevato post-cheratoplastica si avvale, di diverse soluzioni: dalla semplice correzione con occhiali o lenti a contatto, fino ad arrivare a tecniche chirurgiche manuali (incisioni rilassanti, cheratoplastica per scivolamento) o laser assistite (PRK, LASIK).

L'ambulatorio di cornea e chirurgia rifrattiva


Il glaucoma rappresenta nel mondo la seconda causa di cecità. Attualmente il numero dei pazienti glaucomatosi in Europa si attesta su oltre 9 milioni di casi; alcune previsioni indicano inoltre che nel 2020 ci saranno 80 milioni di glaucomatosi in tutto il mondo, e che oltre i 55 anni il rischio di perdita visiva per glaucoma crescerà di 7 volte.

Anche definita “ladro silenzioso della vista”, è una patologia delle vie ottiche caratterizzata da alterazioni specifiche ed irreversibili del nervo ottico e del campo visivo quasi sempre legate ad un aumento della pressione intraoculare, di cui il paziente non si avvede se non nella fase terminale della malattia. La completa assenza di sintomi nella sua forma più comune comporta infatti che la diagnosi è solitamente casuale, durante una visita di controllo.

Normalmente l’occhio è mantenuto nella sua tonicità da un equilibrio tra la produzione ed il deflusso di uno specifico liquido intraoculare, detto umore acqueo. Tale deflusso avviene in un’area anatomica  definita “angolo della camera anteriore” oculare. L’ostacolo al deflusso è la causa più frequente dell’aumento della pressione intraoculare, che danneggia progressivamente la testa del nervo ottico (papilla ottica) provocando una perdita delle sue fibre. Ciò conduce nel corso di mesi ed anni a deficit caratteristici del campo visivo, fino alla riduzione della visione centrale negli stadi preterminali ed infine alla cecità.

LE FORME DI GLAUCOMA

Esistono numerose forme di glaucoma, tra cui le più importanti per frequenza sono quella cronica ad angolo aperto (appena descritta), quella da chiusura d’angolo e quella congenita. Mentre nella prima forma, silente, la zona di deflusso è accessibile all’umore acqueo ma cronicamente mal funzionante, in quella da chiusura d’angolo può avvenire un’ostruzione improvvisa e completa dell’angolo, favorita da  alcune condizioni intraoculari che potrebbero invece essere preventivamente riconosciute e trattate. Durante tale attacco di glaucoma acuto la pressione diventa così elevata da provocare un dolore violento, associato spesso a nausea e vomito, con l’occhio molto infiammato, la vista fortemente ridotta ed il rischio di un rapido danneggiamento del nervo se non trattato prontamente.

La forma congenita si può evidenziare già alla nascita o nei primi anni di vita, è dovuta a malformazioni congenite delle vie di deflusso e viene spesso riconosciuta dai familiari per un’aumentata dimensione del bulbo oculare (Buftalmo o occhio di bue); è una delle cause più frequenti di ipovisione infantile.

I FATTORI DI RISCHIO

Per quanto ancora poco conosciuta, una predisposizione genetica può favorire lo sviluppo del glaucoma. Oltre alla pressione oculare elevata, la familiarità e l’età superiore a 40 anni sono importanti fattori di rischio; altri fattori sono l’ipotensione arteriosa, il vasospasmo periferico, le vasculopatie, le apnee notturne.

LA DIAGNOSI

Essendo una tra le patologie oculari che più traggono vantaggio dalla prevenzione, è imperativo che tutte le persone sopra i 40 anni vengano sottoposte a tonometria oculare (misura della pressione intraoculare) e valutazione del fondo oculare e della papilla ottica in particolare. Al fine diagnostico ma soprattutto di monitoraggio esistono tests sofisticati, quali l’esame del campo visivo (perimetria) computerizzato, la morfometria della papilla ottica e delle fibre nervose (OCT e HRT) e l’elettroretinogramma da pattern, cui i pazienti glaucomatosi devono sottoporsi almeno una volta l’anno, insieme alla tonometria.

LA TERAPIA

Impostata e rivalutata dal medico durante i controlli periodici, essa deve essere attuata dal paziente per tutto l’arco della vita con scrupolosità. Il suo obiettivo è il raggiungimento di livelli pressori individualmente adeguati a mantenere la funzionalità del nervo ottico preservando la qualità di vita del paziente. In più del 90% dei casi tale obiettivo viene raggiunto attraverso l’instillazione di colliri; laddove questa terapia non fosse sufficiente ad equilibrare la pressione, sono disponibili alcuni interventi chirurgici (trabeculectomia o moderna chirurgia non penetrante e mini-invasiva) per aumentare il drenaggio del liquido intraoculare. In alcuni casi può essere attuato anche un trattamento laser con metodiche sempre più selettive. Una recente frontiera terapeutica è costituita dalla neuroprotezione, che si presenta come promettente terapia adiuvante, ma che necessita ancora di ulteriori conferme sulla reale efficacia.

L'Ambulatorio di Glaucoma

 

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