Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
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Ambulatorio Day Surgery di Oculistica


Telefono
06-30154928
Ubicazione
Ala N - Piano 2

Il servizio è accessibile previa richiesta da parte dei medici strutturati della Clinica Oculistica, a seguito di una visita specialistica. 


L’ipoacusia si definisce come la riduzione della sensibilità uditiva, che in relazione alla sua gravità, può arrivare a compromette la capacità dell’individuo di comunicare con l’ambiente, peggiorandone quindi la qualità di vita.

Chi colpisce?

L’ipoacusia infantile bilaterale permanente può essere congenita, ovvero essere presente alla nascita, in circa un bambino su 1000 nati. Esistono categorie a rischio di ipoacusia, in cui l’incidenza può essere da 10 a 20 volte maggiore, tra cui la  familiarità per ipoacusia, la prematurità, la sofferenza neonatale che richiede il ricovero presso le Unità di Terapia Intensiva, infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza (Citomegalovirus, Toxoplasmosi, rosolia), l’uso di farmaci ototossici. Le ipoacusie congenite sono spesso legate a fattori ereditari o a malattie insorte durante la gravidanza o il parto. Circa un terzo dei deficit uditivi presenti alla nascita si deve a fattori genetici; esse possono presentarsi isolatamente o in associazione ad altre malformazioni. Oltre il 50% delle forme isolate è associato all’alterazione di un solo gene: la connessina 26, che può essere facilmente studiata mediante un prelievo ematico. L’ipoacusia può manifestarsi anche nel periodo perinatale o più tardivamente fino all’adolescenza.  Infatti, circa il 20% dei bambini in età scolare presenta una ipoacusia che nella maggior parte delle  volte è lieve e correlata a problemi infiammatori dell’orecchio, come le otiti. Queste ultime causano un’ipoacusia di trasmissione e sono generalmente reversibili; mentre le altre forme, cosiddette neurosensoriali, sono prevalentemente irreversibili. Tra le cause di ipoacusia post-natale le più frequenti sono la meningite batterica, la parotite, il morbillo, il trauma cranico, l’esposizione a farmaci ototossici e, nell’adolescenza, l’esposizione a rumore come per l’ascolto musicale ad alta intensità.

Quale conseguenza ha la perdita uditiva?

La mancata percezione degli stimoli acustici durante i primi mesi di vita  provoca una alterazione nell’acquisizione del linguaggio con effetti gravi sulla sfera sociale, relazionale e scolastica del bambino tanto più gravi quanto maggiore è l’ipoacusia e tardiva la sua diagnosi. Nei bambini più grandi gli effetti dell’ipoacusia si possono manifestare in particolare sulla capacità di relazione del bambino e sull’apprendimento scolastico.

È possibile prevenire ipoacusia e le sue conseguenze?

Le campagne di vaccinazione delle mamme in gravidanza,  come la vaccinazione anti-rosolia, e la vaccinazione dei bambini contro le malattie infettive (morbillo, parotite e meningite ed altre) hanno decisamente ridotto il numero di bambini affetti da ipoacusia.  L’identificazione precoce dell’ipoacusia è un mezzo fondamentale per attuare i provvedimenti necessari a controllarne l’evoluzione nonché prevenirne le conseguenze. Per questo motivo si è diffuso lo “Screening Audiologico Neonatale” .

Come trattare l’ipoacusia infantile?

Fortunatamente la maggior parte delle ipoacusie sono transitorie e causate da malattie infiammatorie dell’orecchio medio  che possono essere trattate con terapia medica o chirurgica, come l’adenotomia. Nel caso in cui la perdita uditiva sia di tipo permanete e neurosensoriale, a seconda della sua gravità, il bambino può giovarsi dell’applicazione di una protesi acustica o di un impianto cocleare, in particolare per ipoacusie bilaterali di entità grave e profonda che non abbiano beneficiato della protesizzazione tradizionale. In tutti i casi è necessario, nel bambino affetto da ipoacusia, effettuare una riabilitazione logopedica. 

Cos’è l’impianto cocleare?

L’impianto cocleare è un vero e proprio orecchio artificiale o bionico, capace di trasformare gli stimoli acustici in stimoli elettrici inviandoli direttamente alle fibre del nervo acustico. Un elettrodo viene impiantato nella coclea attraverso un intervento chirurgico effettuato dopo il primo anno di vita, consentendo così al bambino di sentire correttamente i suoni e di apprendere in modo adeguato il linguaggio.

Cosa facciamo?

Dal 2009 al Policlinico Gemelli, in collaborazione con i Colleghi dei Reparti di Neonatologia, viene effettuato lo Screening Audiologico su oltre i 3000 bambini che nascono al Gemelli ogni anno, misurando le otoemissioni acustiche (TEOAEs) prima della loro dimissione.

I bambini che non superano lo screening vengono avviati ad una nuova registrazione dell’esame entro un mese o a test più sofisticati, basati sull’impiego dei potenziali evocati uditivi del tronco encefalo (ABR) presso il nostro Servizio di Audiologia. Una volta effettuata la diagnosi il bambino viene inserito in un programma di riabilitazione che prevede la protesizzazione acustica tradizionale o l’impianto cocleare e la terapia logopedica. Gli impianti cocleari vengono effettuati dal 1996 ed il Centro di Implantologia cocleare presso la Clinica Otorinolaringoiatrica è all’avanguardia per la chirurgia e le innovazioni in campo riabilitativo dei bambini impiantati. 



PRESTAZIONI
(Recessione, Allungamento con anse, Tenotomia, Miopessia retroequatoriale [Faden], Splitting, Resezione, Duplicatura, Trasposizione, Tecniche di supplenza, Iniezione di Tossina Botulinica)
 

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